Dialogo di un venditore di almanacchi (Merlin) e di un passeggero (Andrea). Ultima risposta a Merlin



Marco, Marco,
mi pare d'aver detto, e chiaramente, il contrario e cioè che non sei tu il mio bersaglio... Il mio bersaglio è altro e chi ha letto i miei 2 ultimi post potrà capire... Non voglio nemmeno “spacciare” possibili paradisi in terra: chi lo fa, come sai, costruisce poi solo inferni…
Il che non vuol dire non si possa tendere a un’idea di bene possibile ed esternarla in fatti e parole: è giusto che non muoia la volontà di migliorare il mondo, magari - come ha insegnato Popper - attraverso piccoli passi e mediante cambiamenti limitati e provvisori, perché il perfettismo è estremamente pericoloso. Io invoco solo più libertà, più elasticità mentale, più magnanimità, più serietà… Voglio che si voli alto in poesia…
Personalmente, preferisco più le cose che scrivi tu a quelle della carina, gentile e aristocratica Biagini ma resto dell'idea che si debbano un po' aprire le frontiere dei grandi editori a esperienze più disparate e non solo a Pellegatta che, oltre che un "clone", è un amico di famiglia di Cucchi, tanto per essere chiari... Nulla di male a pubblicare i figli degli amici di famiglia (anzi, io credo che la conoscenza acuisca l'intelligenza esegetica...), se son bravi, purché si estenda il raggio d'azione uscendo dalle mura di casa propria, altrimenti si ricade in quell'italico provincialismo contro cui mi scaglio...
La vera novità sarebbe se Cucchi pubblicasse Federico Italiano, ma sai bene perché non lo fa, almeno per ora... Con me poi... Cucchi aveva segnalato il mio libro nel sito della sua rubrica e in due premi letterari in cui era in giuria... Poi, tra le molte altre cose, gli ho detto che nella mia visione cristiana suo padre è ancora vivo... Sai, Bernanos diceva che: “Non esiste un regno dei vivi e un regno dei morti, esiste solo il Regno di Dio”… L’ho ripreso in una mia poesia del Diario tra due estati che comincia con “Dissero che oscuro era il male…”, che trovi anche nel blog…
Pensi che lui possa "perdonarmi" di aver esternato (nientemeno) ciò che penso per fede?
Non ho detto che Lauretano o Cappello siano a te superiori: ho detto che ci sono molti poeti non inferiori a te che hanno pagato e pagano il sostanziale disinteresse dei grandi editori per la poesia…
Se dovessi fare un confronto tra le cose che scrivi tu e quelle di Lauretano (e vale anche se ti confrontassi con le cose di Rondoni, Mencarelli, Davoli, Sinicco o di me stesso…), ti direi che le tue muoiono sulla pagina dopo averle lette mentre le sue continuano a vivere dentro… Che nella sua poesia circola maggiore libertà, più osservazione e meno ragionamento…
Che si sente meno la grigia griglia intellettuale… Che la forza e tenuta di un testo non è data solo dall’ossatura metrica o dall’intelaiatura fonica, più o meno abile, ma anche dalla profondità dei significati e dalla potenza della visione…
Come ti ho già detto, la poesia in copertina del tuo libro mi pare troppo scopertamente sereniana, non come tributi lessicali ma come temperatura, tono, clima ecc. ecc.
Il resto, va meglio… Bè, sai, io cerco sempre il motore in un poeta: per capire che potenza di cavalli abbia… Fiato, respiro, potenza di visione, forza metaforica, movimento, pensiero poetante, strategie compositive, attualità o inattualità (ossia se sia dentro la contemporaneità o se in un iperuraneo della sua mente o in un’arcadia del passato)…
Ma come tu sai bene, l’incontro con un poeta è come l’incontro con una donna: ti piace, non ti piace, brutta o bella, e talvolta scocca la scintilla dell’amore o quantomeno della passione…
Bye bye…

Andrea Margiotta
P.S. 
Sulla Biagini: l'unica cosa che mi è rimasta della sua poesia è che si parla di uova...
Non ho ancora ben capito però, rompendo il guscio, cosa ci sia dentro...
Se lei, angelo gentile e grazioso, me lo spiegasse sarei molto contento, magari prendendo un tè anglo-fiorentino in via Tornabuoni o in qualunque altro posto di quella bella città dove ho vissuto la mia più lunga storia d'amore e i miei incontri con Luzi e Bigongiari...

Commenti

Anonimo ha detto…
Qualunque cosa accada, non far trapelare mai l'idea he non ti piaccia un dato scrittore, un dato poeta. Sono sensibili, sono permalosi. Sono terribilmente egocentrici tutti (o quasi: rarissime eccezioni...). Merlin non vede discussione, (per quanto leggo qui e su Atelier) vede un attacco alla sua legittimità di poeta. Auspico solo non usi l'acquisizione della nuova visibilità (data dall'editore prominente) come una falce contro i detrattori. Sarebbe un gran cattivo uso della Poesia....
Fabiano Alborghetti
andrea margiotta ha detto…
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
andrea margiotta ha detto…
Sì Fabiano, lo so...
Ho letto alcuni tuoi testi su internet...Belli!
Anonimo ha detto…
Grazie Andrea,
anche per il tempo speso nel cercare qualcosa di mio da leggere. E' successo che hai interloquito col signor nessuno e ti sei voluto documentare. Hai scoperto che scrivo, ti è piaciuto - in un qualche modo - quello che scrivo.
E' cio crea un dialogo sulla base della reciproca conoscenza. Ma se tu avessi pensato che i miei testi non erano belli, che erano brutti, onestamente vuoti, l'avresti scritto comunque? Se lo avessi fatto, avrei preteso un perchè. Col perchè (chiamiamo questo processo analisi critica) avrei potuto comprendere se qualcosa di fallace si compie nel mio scrivere. Ora: su Mr. M e i suoi Cieli, tu hai scritto che i versi proposti non restano, non permeano, come invece accade con altri (e citi nomi). Anche questo - con intelligenza - avrebbe potuto creare un dialogo, creare quello spiraglio attraverso il quale l'Io Poeta (Mr. M, io, tiziocaio) si mette in discussione per capire perchè a una data fascia d'utenza il messaggio non è arrivato. Ovvio che non si può avere un atto creativo universale. Un creato che piace a 200.000 persone non piacerà ad altrettante per ragioni presumibilmente valide. Ma se io Poeta mi inalbero sul fatto che quanto partorisco è Legge e chi non comprende merita il Gulag, allora disconosco il principio primo della creazione: l'imparare per proseguire, fare altro verso nuove direzioni.
E' anche questo che mi delude. L'inalterabile impermeabilità di chi è incapace di un dialogo.
Andrea, con i tuoi passati 3 post hai dato un ottimo spazio che avrebbe potuto esser raccolto per una buona discussione, tra te, Mr. M. e chiunque avesse una minima intenzione di dialogare. Non è accaduto e me ne spiace.
Continua, c'è chi ti segue.
Fabiano Alborghetti

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