Piemontesi belle e piemontesi isterici



Mi ripromettevo di non toccare più l’argomento Merlin, ma purtroppo il personaggio è una fonte continua di provocazioni: spero di riuscire a chiudere…
Mi avvio chiarendo il motivo per cui cominciarono i nostri screzi.
Lo faccio in rapida successione come una sequenza a velocità doppia.
Settembre 2000, esce il mio libro d’esordio Diario tra due estati. Lettere lusinghiere di poeti o critici come Conte, Rondoni, Citati, Ruffilli, Pusterla, poi recensione molto buona di Carifi su Poesia di novembre 2000 e di Lauretano su clanDestino. Il mio editore aveva anche mandato una copia del libro alla rivista diretta da Merlin.
Ed ecco che mi arriva una copia della rivista Atelier a casa, corredata di apposito bollettino per abbonamento. Di solito si spedisce la rivista se il poeta in questione sia recensito e non per "tentare" di farlo abbonare: se ti ho spedito il libro, vuol dire che ti conosco e se voglio mi abbono... Sbircio, nulla. Resto perplesso, non perché sia un cacciatore di recensioni ma perché sono un guerriero che rincorre la verità delle cose. Poi vinco, nel 2001, anche il serissimo e importante premio Marazza Città di Borgomanero http://www.fondazionemarazza.it/9b2.php
(vinto anche da gente come Giudici, Rondoni, Isella, Mussapi, Antonio Prete, Giuseppe Bevilacqua ecc. ecc.) e penso: forse ora quelli di Atelier almeno mi leggeranno, visto che la rivista è di Borgomanero… E invece nulla… Poi vengo segnalato dalla Spaziani Luzi ecc. ecc. al Premio Montale 2001.
Passano anni, lavoro a Roma nel cinema, viaggio, vivo una bella storia d’amore e incontro Merlin nell’edizione 2004 di Parcopoesia a Riccione.
Gli chiedo semplicemente per quale motivo non si fosse occupato di un libro del quale i più avevano parlato molto bene: un libro di un suo quasi coetaneo e vincitore del premio del suo paese (dove nell’ottima giuria c’era pure Ernesto Ferrero, Premio Strega...).
Merlin si innervosisce, sbotta e poi i rapporti peggiorano…
Avrebbe candidamente e semplicemente potuto dire: mi è sfuggito scusami, oppure : non rientra nella linea o tendenza che voglio mettere in luce.
Invece da lì ha cominciato una lunga giaculatoria contro di me e contro i premi letterari culminata con una “celebre”, isterica, sommaria come un processo sovietico e faziosissima stroncatura del libro corredata da insulti. (e poi dice che io stronco il suo nuovo libro surrettiziamente…)… Tutto questo dopo ben 5 anni dalla pubblicazione del mio libro…
In più con un post al vetriolo ma molto impreciso e generalizzante sui premi letterari.
Dovrebbe quantomeno scusarsi…Ecco perché ora mi rivolgo agli anonimi che spesso, ma più raramente dei denigratori, compaiono nel blog di Atelier per cantarne o tesserne le lodi.
Caro “Anonimo laudatore”, che cosa ha a che fare quello che dici con la polemica degli ultimi giorni tra me e Merlin? (da cui deriva il tuo tentativo di captatio benevolentiae…)
Pur avendo subito dei torti ma dimenticando e perdonando il Merlo, io per primo, e se vai nel mio blog e leggi i post più vecchi puoi appurare, ho riconosciuto le qualità di Merlin come "operaio" della poesia e “scopritore” di alcuni talenti (ripeto, tranne quando si trasforma in Mister Hide e spara istericamente, inutilmente e gratuitamente...). La polemica era un' altra, quindi appare un po' strano e stonatino questo tuo intervento "strappalacrime" ...
E poi non è stato l'unico in Italia a fare questo, come dici tu...A Bologna lo faceva già Rondoni qualche annetto prima...E presumo esistano altri "laboratori" sparsi un po’ ovunque, più o meno utili o seri...
Ma quella che in Rondoni mi pareva un'attività legata alla carità di cristiano (per ascoltare, leggere e scrivere poesia occorre molta carità, non da intendersi in senso peloso...), in Merlin mi sembra una pratica terapeutica psicanalitica di sottile e compiaciuto sadismo. Però lui è al contempo anche un po’ masochista con tendenze vittimistiche (e un po’ narcisistiche)…
La complessa e sdoppiata personalità di Merlin, dunque, si gioca e oscilla tra questi due poli forti del Marchese de Sade e di Leopold von Sacher-Masoch...
Consiglio i prossimi suoi critici o esegeti di percorrere la via della critica di ascendenza psicanalitica per interpretare bene i suoi testi e le sue pulsioni…Ci vorrebbe il Prof. Francesco Orlando.
Il fatto poi che sia stato un bravo operaio della poesia non vuol dire che ce lo dobbiamo ora sorbire pure come un bravo architetto della stessa, ovvero come Poeta Laureato.
Lo so che la grande editrice non fa il grande poeta ma può molto facilmente “creare” lo pseudo-grande poeta ed è già tanto…
Visto che lui è un insegnante, abituato, dunque, con i voti io gli darei un 6+ come poeta, un 4,5 come critico letterario e un 7 come operatore culturale della poesia.
Ovviamente, nella mia concezione, in Einaudi o nelle altre grandi Sette Sorelle dovrebbero però esser pubblicati poeti dall’8 in su, vista la chiusura estrema ai nuovi italiani (perché gli stranieri sono sempre ben accetti per il solito provincialismo da colonia)…Ovviamente ci vorrebbero i voti in centesimo per esprimere le sfumature di valori che possono oscillare da Luzi alla casalinga di Voghera (che secondo Merlin potrebbe sbalordirci con il suo capolavoro segreto...)
Riflettete un attimo: si storce sempre il naso quando si danno i voti ai poeti come se la poesia fosse una cosa intoccabile. Ma scusate, quando eravamo ragazzini non ci davano i voti nei temi di Italiano?...Certo poi è accaduto che un Eugenio Montale si sia presa la sua rivincita su un insegnante di Italiano che non lo aveva troppo capito (ed era molto compiaciuto mentre lo raccontava...)...
Claro che questa dei voti è una mera provocazione, tanto per capirci in termini bassamente quantitativi...
Ovvio che ho le mie buone e criticamente fondate motivazioni che comunico a chi pare a me perché non sono un critico letterario benché dotato di cultura, intuito e capacità di penetrazione nei testi...E poi se una ragazza non ti piace, se la trovi brutta: che fai, glielo dici? E come fai a spiegarlo? Le dici, cara hai il culo troppo così o gli occhi troppo cosà? I valori sono sempre oggettivi, come è oggettiva la realtà ma la nostra percezione estetica è sempre soggettiva e si approssima, più o meno infallibilmente, alla verità da ricercare come svelamento. Ma non entriamo in problemi di estetica filosofica o teoria del gusto…
Per restare dentro la metafora, diciamo che la poesia di Merlin mi pare come una ragazza non brutta ma della quale non mi innamorerei mai...Andrebbe bene per una nottata di sesso, semmai, se non vi fossero altre in giro...
Ma non è colpa di Merlin se l'hanno pubb. ancora in fase di crescita…Purché questa non ne venga bloccata dal trauma di un incontro con il solito narciso imborghesito che aspetta tutti in codeste e memorabili circostanze...Dato che però sono un signore, ad ogni modo, faccio i migliori auguri a Temporelli e chi mi conosce sa che sono sinceri…
Andrea Margiotta

PS
Marcolin, oggi si è svolta nel tuo ridente paese, Borgomanero, la premiazione dell’edizione 2005 del Premio Marazza http://www.fondazionemarazza.it/9b2.php
Hanno vinto:
Franco Buffoni per la traduzione di Poeti romantici inglesi (Mondadori);
Edoardo Sanguineti per l’opera Mikrokosmos, Feltrinelli Editore…
E questo, unito ai nomi dei vincitori delle precedenti edizioni, alla gratuità della partecipazione, al montepremi cospicuo, e ai nomi della giuria ti può fornire la misura del valore.
I premi letterari sono solo premi letterari: i valori delle varie opere dipendono da tanti altri fattori…Ogni libro ha una sua vita ma ci sono anche molti libri la cui vita non viene fatta vivere per assenza di circolazione.
Ma non è giusto scagliarsi indiscriminatamente e sommariamente contro i Premi in toto, come hai fatto tu, Marcolin: altra analogia : esistono le contraffazioni di Gucci, Prada, Valentino ecc. ecc. - sarebbe stupido però usare quelle contraffazioni per sparare a zero contro la qualità degli originali facendo di tutta l’erba un fascio, come si suol dire…


Commenti

  1. L'unica cosa che mi spiace - devo confessarlo - è il tuo desiderio di chiudere il confronto con Marco. Con il confronto - anche acceso, che importa quello? - ci si guadagna tutti. Si è costretti a ridiscutersi e ad affinarsi. E fa bene pure a te (come a me quando tocca a me) l'assalto del detrattore. Grande guasto il luogo dove non c'è voce contraria. E dire che il Novecento dovrebbe avercelo insegnato...

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