Caos fin troppo calmo




Ma cosa volete che sia per un satanasso cattolico come me, che ne ha fatte di cotte e di crude (e nella vita, non nella finzione cinematografica), un po’ di sesso tra quel "pennellone" geniale e intelligente di Nanni Moretti (ora anche più ironico, sbottonato e simpatico che mai) e la sempreverde e bella Isabella Ferrari … Roba da educande (certo, sempre dal mio smaliziatissimo punto di vista) … Se leggerete il mio secondo libro di poesie, che spero di pubblicare prima o poi, c’è roba più forte, almeno in quel senso lì …
Forse il mio caro Procacci pensava di fare una specie di Ultimo tango a Parigi in salsa romanesca?
C’è stata un’idea di marketing, guardando forse un po’ alla scena bollente tra la Bellucci e Scamarcio nel Manuale d’amore numero 2 del fratello più “vascorossiano” di Sandro, cioè Giovanni Veronesi, con il quale ho avuto anche la fortuna di collaborare, sia pur per un breve periodo?
Non sono informato sugli incassi del film, ma certo il lancio dello stesso come: “Nanni Moretti si scatena” ecc. ecc. è stata un’idea vincente, mi pare … E non era nemmeno tanto difficile da prevedere …
Ad ogni modo, signori, il Catalogo è questo, tanto per fare una citazione colta e collegandola agli elenchi simpatici di Moretti; il film mi sembra ben girato, Nanni è bravissimo, gli altri pure … Un discreto film, un punto di vista interessante, forse un po’ privo di voli o di ambizioni metafisiche …
La scena di sesso arriva un po’ buttata lì, mentre nel libro appare più chiara nella conseguenzialità di causa – effetto, nelle motivazioni … E qui è un problema di sceneggiatura e avrebbero forse fatto bene a consultare sceneggiatori anche esperti nella struttura dello script come me o come altri …
E dunque? Nulla di particolarmente nuovo, io continuerò ad amare i film di Kar-Wai e tanti altri, a commuovermi per la loro bellezza e per lo spessore simbolico e per la forza evocativa … O a turbarmi – in senso non moralistico ma emozionale – per altre scene di sesso, viste purtroppo quasi sempre in film non italiani …

Continuerò a prendere con una certa ironia tutte le cose che accadono nel mio Paese, affetto dal terribile morbo del sentimentalismo e del moralismo e della pruderie o sindrome da buco della serratura e dei titoli che parlano sempre d’amore (ma in modi sentimentalistici) …
Fortuna che c’è Benigni che legge Dante, uno che amava davvero la sua Beatrice …
Fortuna che c'è sempre Caravaggio e altri satanassi, che ci guardano con le loro opere nei vicoli di questa meravigliosa Roma ...
Continuerò a sognare da lontano il lungometraggio che spero di fare (da una bellissima idea, che non vi dico…), a pensare agli attori che so già (e pure non vi dico), a vagheggiare le musiche; continuerò ad ammirare la freschezza e l’entusiasmo dei giovanissimi ragazzi della mia scuola di cinema, forse futuri registi, forse linfa futura e vitale …


a.m

Commenti

Anonimo ha detto…
Di solito leggo prima il libro e poi vedo il film, questa volta invece il libro non l'ho letto e ho visto il film. Non ho particolari simpatie per il Moretti regista e meno ancora per il Moretti attore. Il film mi ha un pochino deluso, troppa compostezza nell'elaborazione di un dolore il quale, nel caso si abbia molto amato, dovrebbe portarti non solo nel caos, ma anche a toccare il fondo, per poi procedere nella risalita. Non è apparso un uomo che avesse amato molto sua moglie, solo alla sua morte ci accorgiamo di quanto fosse stato distratto nei suoi confronti. Ovviamente il regista e sceneggiatore (e tutti coloro che hanno collaborato alla sceneggiatura, a volte di questi ultimi ce ne dimentichiamo) si sono attenuti al testo del libro. La scena di sesso, mi dicono che nel libro sia importante, nel film io non sono riuscita a catturarne la sua importanza; un Moretti anche lì un pò freddino, con lo sguardo altrove; personalmente completamente ingiustificate le polemiche della chiesa, anche perchè la scena, seppur provocata da un istinto di piacere, anzichè da sentimentalismo, mi è sembrata per nulla volgare. Le ho dato una chiave di lettura diversa. La donna amante del futuro capo del protagonista poteva includersi in quel quadro di arrivismo che fino alla disgrazia, il Moretti era appartenuto. Nell'ultima scena avrebbero dovuto innevare di più le scorcio in lontananza, non risulta verosimile avere la neve davanti alla scuola e, a cento metri da essa, la strada pulita. Ci sono altri temi marginalmente esposti, come ad esempio, la sensibilità posta al ragazzo down...Rosalba
Anonimo ha detto…
Di solito leggo prima il libro e poi vedo il film, questa volta invece il libro non l'ho letto e ho visto il film. Non ho particolari simpatie per il Moretti regista e meno ancora per il Moretti attore. Il film mi ha un pochino deluso, troppa compostezza nell'elaborazione di un dolore il quale, nel caso si abbia molto amato, dovrebbe portarti non solo nel caos, ma anche a toccare il fondo, per poi procedere nella risalita. Non è apparso un uomo che avesse amato molto sua moglie, solo alla sua morte si accorge di quanto fosse stato distratto nei suoi confronti. Ovviamente il regista e sceneggiatore (e tutti coloro che hanno collaborato alla sceneggiatura, a volte di questi ultimi ce ne dimentichiamo) si sono attenuti al testo del libro. La scena di sesso, mi dicono che nel libro sia importante, nel film io non sono riuscita a catturarne la sua importanza, un Moretti anche lì un pò freddino, con lo sguardo altrove; personalmente completamente ingiustificate le polemiche della chiesa, anche perchè la scena, seppur provocata da un istinto di piacere, anzichè da sentimentalismo, mi è sembrata per nulla volgare. Le ho dato una chiave di lettura diversa. La donna amante del futuro capo del protagonista poteva includersi in quel quadro di arrivismo che fino alla disgrazia, il Moretti era appartenuto. Nell'ultima scena avrebbero dovuto innevare di più le scorcio in lontananza, non risulta verosimile, avere la neve davanti alla scuola e, a cento metri da essa, la strada pulita. Ci sono altri temi marginalmente affrontati, come ad esempio,la sensibilità posta al ragazzo down...Rosalba
andrea margiotta ha detto…
Ciao ... Solo una cosa: per sentimentalismo io non intendo il melenso o lo sdolcinato, che semmai ne derivano, ma il sentimento che diventa il solo criterio dei rapporti, cioè il mi va e non mi va ... Il sentimento sganciato dalla ragione e dalla domanda di infinito ... Mi pare che il sentimento sia una specie di lente che ci aiuta molto nei rapporti e nella vita ma che non deve assolutamente diventare il solo e ultimo criterio di giudizio sulle cose; pena l'arbitrio e l'effimero e l'inconsistenza ...

andrea
Anonimo ha detto…
Ciao... rileggendo il mio commento non ho usato il termine esatto, neanch'io per sentimentalismo intendo lo sdolcinato e il mieloso, forse avrei dovuto usare "coinvolgimento emotivo affettivo"...Rosalba
Anonimo ha detto…
era di carnagione olivastra e gli occhi grandi fermarono la musica dell'orchestra

e si fermò sul terzo scalino, gli altri dal ponte di poppa pensarono avesse pestato la merda di un gabbiano.

dalla manica, scivolarono sul tavolato le carte da gioco e la sua mano tremante sancì la fine dei conigli dal suo cappello

decise, così, su due piedi che era meglio farla finita col vizio di fumare e si accese una sigaretta...

era sicuramente una giornata di sole, oltre quella coltre di nubi bianche appesa da chissà chi, pensò...

allora si rese conto che oltre quel muro c'erano solo fiori e silenzio

si rese conto che una donna del genere poteva essere conquistata solo così, mise il completo bianco, e respirò a fondo

alzò lo sguardo e la vide, lei gli accarezzava il volto, e intorno c'era tanta altra gente, sentiva dolore dappertutto

era seduta composta davanti al niente


bella bionda e maledetta

ancheggiante
sul tavolo lasciava tutti stregati
sembrava quasi
che i suoi tatuaggi
se ne volassero via
mentre muoveva il ventre
aveva lo sguardo perso
ma lucido
e se lo incrociavi in quel buio
in gola potevi sentire il fuoco
e continuava a ballare
sinuosa sul tavolo
con sotto tutti ubriachi a sbavare
bella bionda e maledettamente sensuale

e così mi sembrava strano che anche solo per un istante le fossi passato nel cervello. non sò cosa l'abbia colpita forse l'abito scuro, che solo io indossavo a una festa troppo informale per il motivo di esserla. l'abito scuro che mi stava da dio o forse il fatto che dicevo di essere scrittore anch'io. era in ritardo o forse proveniva da un altro mondo. e quando è arrivata intorno a lei si è creato il vuoto. c'era solo musica. che veniva da dentro. un pulsare frenetico rassomigliava al jazz. forse era jazz. lei di sicuro era in ritardo. fuoritempo. nelle all star comode e colorate e con un sorriso slanciato. non era molto elegante ma forse aveva lavorato fino all'attimo precedente. ci siamo solo incrociati.
ciao, come stai? mi fà piacere vederti...e poi ho bevuto, queste sono le parole che ricordo. ho bevuto e ballato con lei e senza di lei fino a quando... il fumo si è sciolto tra le mie parole: ci sarà un seguito? lei che bruciava la mia ultima sigaretta, fuori, al freddo, e io con due forchette di plastica rossa in tasca quasi come fiori all'occhiello ma senza cravatta...

E.V.
Anonimo ha detto…
sembra il meccano dei sognatori

sono idee che si volatilizzano servirebbe una cassetta piena di attrezzi, con i bulloni giusti, le viti perfette e i cacciavite a stella per montarle tutte insieme, ma ne risulterebbe fuori un pezzo più unico che raro dal nome strano fantasia.
Anonimo ha detto…
Mi cancelli il post "riposta all'oxfordiana xxxx?" per favore? viene fuori come un virus in qualsiasi modo o tempo si immetta il mio nome sul web. se non è possibile farlo, lo renderò illeggibile con vari sistemi sperimentati. mi dispiace se suona simile ad una minaccia ma mi sta causando annoyances.
:)
andrea margiotta ha detto…
Erminia, scusa, mi stai chiedendo di cancellare - con la minaccia di renderlo illegibile con mezzi sperimentati, dunque censurandolo - un post scritto anni fa? E la mia libertà di pensiero e di parola?
Tu che compili un'antologia di poesia del dissenso - sulla quale io dissento - vuoi impedirmi di esprimere il mio dissenso? ;-)andrea margiotta
Anonimo ha detto…
dì' la verità Andrea: ti stai divertendo un ondo con 'sto blog, eh!?

un caro saluto

max giorgi

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