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Caro Antonio Desantis,

sulle cose che dici in: http://universopoesia.splinder.com/post/7433133#comment – nel post #47 - penso che siamo d’accordo un po’ tutti… Tuttavia, la formazione del canone letterario, sia pure un micro-canone di poeti degli ultimi trent’anni, ha dinamiche che non dipendono da lettori appassionati come te, che in poesia, tra l’altro, sono molto pochi (almeno in Italia…), ma da un concorso di vettori e di forze variegate che hanno movimenti interni piuttosto strani, complessi ed anche leggermente schizofrenici; ma in cui spesso ci sono, appunto, delle regie o delle linee guida precise...Se lo dico è perché lo so… Conosco bene l’ambient… Sarà che io ragiono non soltanto da lettore ma anche da poeta e con una mentalità più politica, se scorgo subito il senso di certe mosse e di certe iniziative… Anch’io non amo le antologie, proprio per nulla: ma realisticamente so che esse, se vuoi per una pigrizia intellettuale dei più, hanno un loro peso, appunto nella formazione del Canone…
Perché gli studiosi di domani, non verranno a cercare negli scaffali della tua libreria, ma piuttosto nei repertori antologici, i nomi e le linee e le tendenze…
Dunque, certe esclusioni o certe sottovalutazioni è da tenere bene a mente che non sono mai casuali o “innocenti”…
Ma il mio discorso non è la banale scoperta di “amicizie” o consorterie (che ci sono sempre state e sempre ci saranno e in tutti i colori politici): la mia denuncia è quella della mancanza di libertà e d’aria fresca, l’ impossibilità per certi poeti di scrivere guardando più al mythos che al logos senza essere penalizzati , la libertà di poter essere cristiani senza essere pregiudizialmente catalogati come democristiani o senza provocare attacchi isterici che aprano a surreali scenari e visioni da Inquisizione, e via dicendo…I sensi unici non mi sono mai piaciuti perché sono funzionali a certi poteri… Se vogliamo fissare una data (senza risalire alla Rivoluzione francese che il pensiero tradizionalista vede come l’inizio di quasi tutti i mali e delle diaboliche storture e perversioni moderne…) diciamo solo che, in Italia e in Francia (con i due maggiori partiti comunisti d’Europa), soprattutto dal 1945 ad oggi, si è determinata una nebulosa culturale di chiara derivazione prima marxista e laicista, poi degenerata in relativista-nichilista, che ha soffocato altre piante culturali più rigogliose e contrapposte (la cultura alora spregiativamente indicata "dell'irrazionale" o del mistero; il mito classico, l'esoterismo, la Tradizione, la cultura cattolica)…Questo era un disegno preciso, non è stato un fatto casuale: c’erano gli scritti di Gramsci e le note indicazioni sulla necessità dell’egemonia culturale per la conquista del potere…Lo stesso ’68, come diceva Pasolini, in realtà è stata una rivolta intra-borghese volta soltanto a distruggere gli ultimi residui di una tradizione cattolica e rurale…
Tutto questo, a livello culturale, ce lo portiamo ancora dietro; anche perché gli intellettuali non schierati a sinistra, non fanno gruppo o quadrato, ma restano sparpagliati ed isolati e spesso anche invisi, paradossalmente, allo stesso potere di centro-destra… C’è l’incapacità di comprendere qualcosa di estraneo e diverso da quello che si è respirato per 50 anni, la persistente diffidenza per certe opzioni culturali …Certo, il mercato ha contribuito molto ad aprire alcune porte: paradossalmente, il mercato ha esercitato una azione democratica…
Però sappiamo che la poesia non è ancora mercato (ma perché soprattutto in Italia?): dunque, la circolazione di alcuni autori piuttosto che di altri, dipende ancora da strani e legnosi meccanismi nei quali gli schieramenti anche ideologici della critica, accademica o militante, conservano un loro peso…Un autore come Alessandro Ceni ha dovuto aspettare molto tempo prima di essere un minimo riconosciuto, idem Piersanti – autori che si ponevano in controtendenza ab origine…
Conte ebbe un vero boom negli anni ’80, nel periodo che anche da noi si definiva dell’ edonismo reaganiano, ma anche il periodo in cui, scrittori-critici pur di sinistra come Calvino, avevano almeno la libertà e l’onestà intellettuale e l’intelligenza di riconoscerne il valore…Oggi Conte è un po’ ridimensionato da diversi critici delle ultime generazioni…Io faccio fatica a trovare critici veramente autorevoli e profondi tra i giovani, tranne pochi: mi pare che ci sia una demarcazione netta tra alcuni improvvisatori tuttologi, gente di un’ignoranza critico-poetica notevole, che si permette di aprir bocca solo magari perché ha letto una decina di poeti e che vuole leggere i testi con caratteristiche simili alla propria cultura televisiva; dall’altra parte, invece, vedo giovani iperspecializzati, dottorandi o ricercatori, che però hanno appunto, pur nella bontà degli strumenti metodologici, una mancanza di curiosità e apertura intellettuale e immaginativa e si presentano come rigidi burocrati bulgari di una concezione quasi scientifica della letteratura…Del resto, Fortini aveva messo in guardia dallo specialismo di certi critici, considerandolo un danno…
E poi ci sono le solite cose di sempre: le invidie, le gelosie, le piccole meschinità accentuate dal fatto che oggi, “il dogma dell’uguaglianza porta alla distruzione fraudolenta della dignità umana, alla glorificazione delle statistiche, alla perdita dell’identità e del gusto estetico che è insieme perdita del Bene” e dove “l’attivismo, infine, esclude ogni idea di vocazione in nome della domanda - che fare?- e a beneficio di un astratto solidarismo umano nel quale si nascondono le insidie della più ostinata volontà di potenza” (cito da un post di G. Marano che, nel suo blog Dissidenze, commentava il libro "Che cos’è la tradizione" di Elémire Zolla, autore che io considero importante e che è stato in anni passati messo in ombra, dalle solite paure dalle sentinelle e i cani da guardia della cultura razionalistica)… Se oggi ci troviamo di fronte al velleitarismo delle false aspirazioni, per le quali tutti vogliono esprimersi, diventare registi o attori o cantanti, scrivere testi o esercitare la professione di comunicatori, se ci troviamo all’intasamento delle patrie lettere con la modica cifra di 3000 libri di poesie pubb. all’anno (cifra approssimativa che prendo citando e fidandomi di Giuliano Ladolfi, direttore di Atelier ), che congelano a priori qualsivoglia buona volontà di un esaustivo discorso critico sulla poesia, questo è dovuto anche alla rottura di un ordine consolidato e di un orizzonte comune di valori, etici ed estetici, che aggregavano nel passato… Inconsapevolmente o consciamente, sotto le bandiere di una libertà apparente, si è lavorato per lo smembramento della comunità e del tessuto sociale e la frammentazione degli individui, ridotti a numeri da sondaggio per i consumi del mercato…Torniamo però al discorso letterario e al suo rapporto con l’ideologia di sinistra…Prendendo ancora l’antologia poetica Parola Plurale, non è difficile scorgervi un chiaro disegno materialistico, come ho già in parte detto in una recensione alla stessa in http://supermargiotta.blogspot.com/2005/10/parola-singolare.html … L’attenzione ai temi del corpo, del grottesco, del parodico, del comico sono i classici topoi di una concezione materialistica della letteratura…In contrapposizione alle tradizionali tematiche liriche quali il tormento sentimentale e patetico, sempre detestato come misticheggiante o viscerale, con critiche mosse anche a certo Pasolini, specie nell’opera "L’ Usignolo della Chiesa cattolica"; e la meditazione sulla morte, la contemplazione della natura o la compartecipazione del paesaggio o lo sguardo dell’io su se stesso…Come puoi ben vedere, le scelte stilistiche non sono mai immuni da prese di posizioni ideologiche… Ma invece di svilupparsi in forme dialettiche, dinamiche e dialoganti, le une sono state sacrificate alle altre…E le ragioni dell’alto tragico epico lirico sono state subordinate a quelle del basso comico-parodico, come contestazione del senso comune e piccolo-borghese…
Un poeta-rapper come Lello Voce, uno che si fa vedere spesso con il look da palestinese (cioè uno molto schierato a sinistra politicamente), come mai ha trovato subito, all’apparir , non una ma 50 porte aperte al suo lavoro e alla sua ricerca poetica? Tanto che adesso ha una bibliografia vasta quasi come Giacomo Leopardi?…Tanto che adesso scrive (ma a me pare che scriva da sempre...) su svariati giornali (di sinistra)? Me lo dite?
O devo credere alla favola che i testi di Lello Voce abbiano dialogato nello scaffale tuo, DeSantis, magari con quelli di qualcun altro, e abbiano vinto, prevalendo?
La mia denuncia è quella di uno che vuole giocare a calcio, che vuole partecipare al campionato senza però che il risultato sia stato deciso già a tavolino in altre sedi…Sennò che gusto c’è…
Diciamo che sono un “Verde della poesia, che Mandelstam definiva aria rubata…Lui, forzato ospite in un gulag siberiano…

andrea margiotta


Commenti

  1. fotografi con precisione l'esatta verità... m.

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  2. Condivido. Anzi, fossi in te penserei a pubblicare un librino di Cronaca della Letteratura italiana. Le amate/odiate biografie...

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  3. ciao Filo...Sì, potrei...Ora sto ultimando il mio secondo libro di poesia...Un caro saluto

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  4. IL CONDANNATO

    Canta il gallo nella buia stalla
    ov'anche nel banal pensier si teme,
    per non morir e rimanere a galla,
    la penna, il testamento e l'ardua speme.

    I tempi degli amor, dei suoni e balli
    lontani sfregolii di grossa roccia
    con dei, sovrani, e poveri metalli
    mondar è d'uopo or con questa doccia.

    Eppure nel seguir la triste via
    ch'ogn'essere mortal inver rifuge
    qui dico, miei fratelli, parola mia
    che tutto ciò ch'è ner diviene luce


    Salvatore Arcuri
    (Ciao, Andrè)

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  5. Riesco a leggere un'unica poesia nel tuo blog. Buona. Vorrei leggere altre cose tue, ma non trovo i tasti di paginazione (sono un tecnicoimbranato, benché informatico di professione).
    Giovanni Monasteri

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  6. Caro Giovanni, ti ringrazio...Qualche poesia la trovi cliccando negli archivi di settembre e agosto, soprattutto, anche se in versioni che poi ho mutato...Una è già stata pubblicata nel mio unico libro - Diario tra due estati - Sto lavorando a un secondo libro che presto mi deciderò a pubblicare...Mi riconosco di più nel macrotesto libro, nel continuo di un "discorso" poetico che in singole poesie, per questo tendo a non metterne molte nel blog...A parte qualche poesia d'amore per una ragazza bella che mi è ancora molto cara... Un saluto... and.

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